Casinò in Italia, perché tutti al nord?

Quando si parla di casinò in Italia si possono tenere in considerazione sia quelli “terrestri” ovvero quelli veri, per intenderci come quello di Sanremo o di Venezia, ma anche quelli online. Questo perché i siti per giocare online legalmente sono diventati numerosi e sono sempre meno coloro che si recano nelle vere sale da gioco. I due fatti tuttavia non sono interdipendenti, sarebbe a dire che non sono stati i casinò online a “rovinare” quelli terrestri, bensì un insieme di fattori come ad esempio l’attuale periodo di difficoltà economica del paese.

E’ vero, lo zoccolo duro dei veri casinò sono i clienti più ricchi, i cosiddetti habitué, che insieme ai turisti affollano le sale sempre allo stesso modo. Il fatto è che la “classe media” ha sempre un suo peso nel mercato e quindi anche nei casinò. Per quanto riguarda i clienti italiani, c’è sempre da tenere di conto la differenza tra coloro che abitano al nord e coloro che abitano al sud. Già, perché se ci pensate bene, gli unici casinò terrestri consentiti in Italia si trovano tutti al nord: Casinò di Sanremo (Liguria), Casinò di Venezia (Friuli Venezia Giulia), Saint Vincent (Valle d’Aosta), Campione d’Italia (Lombardia).

Non faremo qui riflessioni sul perché al nord e non al sud, probabilmente perché quando sono stati aperti si temevano incursioni mafiose all’interno delle organizzazioni, ma non lo sapremo mai. Probabilmente vi era l’interesse a costruirli sul confine. Ora, dato che praticamente si trovano al confine nei punti più a nord, tutti i potenziali clienti del centro e soprattutto del sud sono sempre stati costretti ad andarci soltanto in occasioni “turistiche” oppure per visite ad hoc. Questo è stato sempre un elemento che ha penalizzato economicamente i casinò italiani. Inoltre, questo fatto ha penalizzato sicuramente tutti gli appassionati dei giochi da casinò come la Roulette o il Black Jack provenienti dal meridione, i quali hanno avuto il piacere di giocare soltanto durante viaggi turistici o di lavoro.

casinò in ItaliaCasinò Italiani di Confine

Il fatto che i casinò italiani siano stati posti al confine può anche essere considerata una metafora, ovvero la volontà dello Stato Italiano di tenere questi ambienti “in un angolo”. Questa teoria, tuttavia cozza e non poco con il fatto che l’evento televisivo più popolare in Italia, il festival di Sanremo, veniva inizialmente messo in scena proprio nel casinò di Sanremo, una città che praticamente è conosciuta soltanto per questi due elementi. Proprio il festival ha sempre rappresentato una ottima occasione di rifocillamento per il casinò di Sanremo, che in occasione del concorso musicale decuplicava i propri introiti, con gente che arrivava da tutto il mondo e non si lasciava sfuggire un’occasione mondana così bella ed elegante che passare una nottata brava al casinò, tra un giro di Roulette e un Martini. Un tocco di poesia è quasi d’obbligo, in questo caso.

Quindi, tornando a parlare dei nostri casinò “border line”, si può anche fare riferimento ad un aneddoto recente, riguardante la regione Friuli Venezia Giulia. Tale regione ha chiesto nel 2002 di poter creare nuove case da gioco, ma la Consulta (un organo adibito a far rispettare nientemeno che la Costituzione Italiana) ha bocciato la richiesta.

I Nuovi Casinò Italiani

Fortunatamente, per gli appassionati di Roulette, Black Jack e Baccarat sono arrivati i casinò online, che sebbene non abbiano lo stesso fascino dei casinò terrestri, almeno offrono la possibilità di giocare da casa e vincere soldi veri. Il Martini costerà meno, non c’è albergo da pagare e neanche il viaggio. Insomma, sul risparmio non si può dire nulla. Sui payout, ovvero sulle percentuali di pagamento, neanche. I casinò online infatti offrono payout superiori al 93%, per le versioni software. Inoltre, oggi si può giocare ai cosiddetti tavoli “dal vivo”, ovvero in collegamento video in diretta con dei veri tavoli da casinò, guidati da croupier in carne e ossa, che rispondono a voce a tutte le vostre domande.  Una nuova frontiera dei casinò, questa, ma almeno non di confine.